particolare del carro vincitore

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Verdetto 51° Palio di Santa Giustina
7 e 8 settembre 2019



DIO ASCOLTA IL GRIDO DEL POVERO



La giuria si complimenta con chi ha dedicato tempo e cuore alla realizzazione della 51° edizione del Palio di Santa Giustina, in particolare per la perseveranza, la condivisione, il lavoro in team e il coinvolgimento di tutta la comunità.
Molto alto il livello di realizzazione (grafica e progettuale).
Interessante la coesione diadica etnico-sociale che antropologicamente unisce sacro e profano in un’unica manifestazione.
Ci si complimenta e si augura di proseguire con questa professionalità ed entusiasmo.

La giuria, composta da don Riccardo Sant’Agostino Baldi, Lucchini Matteo, Fumagalli Laura, don Luigi Parolini, Motta Giuseppe, Agostino Lupoli, Cristina Bellini, dopo una approfondita e prolungata discussione, preso atto dell'ottima realizzazione di ciascun carro, ma dovendo comunque dichiarare un vincitore, ritiene di assegnare il palio di Santa Giustina 2019 al carro:


GRIDARE E SGRIDARE
Realizzato dai RIONI CANTONE e SAN NAZZARO


1) Rioni Garibaldi e San Martino
I muri del pianto




Di immediata comprensione il tema scelto e lo sviluppo scenografico.
Interessante lo scenario inaspettato oltre il muro: il muro visto non solo come barriera e divisione ma come spazio per generare relazioni (bellissima l’idea dell’altalena che sfora nel muro creando una ferita/feritoia). Ottima la scelta ed il coinvolgimento dei bambini nei disegni.

2) Rioni Dante e Camuzzago
I nuovi crocifissi





Il tema del carro é realizzato in maniera buona.
Rilevante la parte tecnica: colpisce l’eterogeneità dei materiali.
L’elemento dell’obelisco conferisce una dinamica di movimento.
La resa scenografica, aiutata dal bambino con il cartellino del prezzo, aiuta la comprensione della mercificazione dell’umano. La ruota panoramica ben completa l’equilibrio compositivo dell’insieme.

3) Rioni Cantone e San Nazzaro
Gridare e sgridare





Colpisce il corteo -da subito-: suggestiva soprattutto l’illuminazione notturna.
Si apprezza molto l’efficace articolazione delle forme nello spazio sfruttando la possibilità di plasmare gli elementi in più direzioni, in modo particolare in quella verticale. Molto efficace la gestione del chiaroscuro per dare volume alle figura geometriche. L’idea del movimento delle spighe suscita ammirazione.

4) Rione Castello
Lazzaro




L’utilizzo evocativo di immagini che rompono il recinto culturale aprendo una finestra sul contributo di altre fedi e culture mette in evidenza l’interessante progettualità del carro.
All’immagine surreale del “Ciclo delle Rinascite” del “Tempio Bianco” é accostato l’uso della tecnica Kintsugi (delicata lezione simbolica che usa il concetto del danno risanato restituendo nuova vita -attraverso le linee di frattura dell’oggetto- ed un valore ancora più pregiato all’oggetto stesso).

5) Rione Bergamo
Il dispotismo mediatico





Tra tutti i carri risulta molto coraggiosa e attuale la scelta della declinazione progettuale del tema indicato.
Di grande forza espressiva risulta inoltre il grande quadro posto al centro del quadro (Cristo deformato).
L’ottima resa cromatica del rosso e del bianco evidenza la sapienza progettuale e realizzativa.


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