2016 Due figuranti del rione del carro dei rioni Cantone S.Nazzaro

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Relazioni 52° Palio Santa Giustina - Settembre 2020

RIPARTIRE CON NUOVE RELAZIONI



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Tema della manifestazione
Palio di Santa Giustina 2020

Ripartire con nuove relazioni
Introduzione

L'uomo è fatto per relazionarsi con gli altri, non è nella sua natura rimanere da solo, isolato.
Nel libro della Genesi si legge: "il Signore Dio disse: Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto gli sia simile."
Le relazioni quindi tessono l'intera esperienza della vita umana: dalle più intime, la famiglia, a quelle più allargate, gli amici, la comunità, la scuola, il gruppo di lavoro.
Dio stesso ha voluto creare una relazione con l'uomo mandando suo figli su questa terra.
Vivendo con intensità e verità le relazioni, la persona ne trae soddisfazione e gioia.
Dagli inizi di quest'anno però, la pandemia, oltre al drammatico aspetto sanitario, ha messo in discussione tutti i nostri legami, a qualcunque livello e ne ha cambiato radicalmente le modalità.
Questo repentino cambiamento ha trovato tutti impreparati e ci ha portato a vivere situazioni non sempre facili da gestire.
Siamo quindi stati obbligati a riprogrammare le nostre relazioni e a trovare nuovi spazi, tempi e modi.
Il termine che in questo periodo abbiamo sentito citare più spesso è stato "distanza", che è esattamente l'opposto di ciò che significa vivere una relazione e che, se perdura nel tempo, genera isolamento.
Tutto questo per raggiungere una condizione di "sicurezza".
Realtà, questa, molto lontana dall'esperienza reale del relazionarsi che è fondamentalmente un'avventura, qualcosa di non definito e premeditato.
Forse è bene prendersi un momento per riflettere su come recuperare a pieno le nostre relazioni.
In questo ci può aiutare lo stile di Gesù che molto spesso ha cambiato il suo cammino per avvicinarsi a colore che erano" isolati" e lo cercavano: non li ha ignorati, li ha ascoltati, li ha rinfrancati, li ha guariti e li ha socialmente riabilitati.
I gruppi Carri Rionali realizzeranno delle strutture fisse per onorare il Tema 2020 della manifestazione, queste saranno posizionate nei siti indicati di seguito

Rione Camuzzago


RINASCITA

 

stemma rione S.Martino

L'installazione si trova in Via Camuzzago, 10

La nuova normalità come occasione per diventare gli uomini nuovi nella sequela di Gesù.

Questa pandemia è un evento epocale, di quelli che dividono il nostro tempo in “prima” e “dopo”. Finiti i mesi della clausura forzata, abbiamo ricominciato a vivere, ma certamente ci rendiamo conto che la situazione non è tornata normale. Di certo non è nulla di simile a quanto prima consideravamo la normalità.
Dobbiamo certamente imparare un nuovo modo di interpretare noi stessi e le nostre relazioni, come individui e come società.
Dobbiamo mettere in atto un cambiamento, una trasformazione, che sappia dare forma a tutte le riflessioni fatte quando, chiusi nelle nostre case, ci siamo promessi di cominciare una nuova vita, più rispettosa della natura, del nostro tempo, degli altri.
L’insegnamento evangelico è una rinascita, l’annuncio di una vita nuova, che muore al peccato per rinascere nella vita sulle orme di Gesù Cristo, il primo uomo che ha vinto la morte per sempre e che ci vuole alla sua sequela per gustare il paradiso a cominciare dal nostro viaggio terreno.
Questa nuova vita vogliamo rappresentarla facendo anche riferimento al mito della fenice, l’uccello che rinasceva dalle proprie ceneri. Questi è il simbolo della forza celeste che trascina verso l’alto e che permette all’uomo di vincere le forze che lo trattengono verso la terra. Dal rifiuto di ciò che abbiamo fatto male e che ora non vogliamo più vengono le ceneri e la terra con cui si mescolano e dalla quali l’uomo nuovo si vuole separare. Per farlo serve una nuova idea di uomo un nuovo spazio da occupare, staccato da ciò che è terra che consuma e trattiene, ma legato alla terra, al cielo e alla natura. La fenice offre la spinta per spiccare il volo e viaggiare ad un altro livello.
La natura dell’uomo è chiamata a questo viaggio in equilibrio tra la terra e il cielo, tra il terrestre e il divino. La rinascita è il momento in cui la spinta divina ci dà l’abbrivio per sollevarci e prendere le distanze tra i due estremi per meglio valutarli e vivere in modo coerente. L’uomo, aggrappato alla fenice, si libera dalla terra e da ciò che vuole abbandonare, per rinascere alla sua nuova vita.
L’istallazione è composta lungo una diagonale, rappresenta in sintesi l’essenza della vita umana che è in bilico tra terrestre e divino e che nella fase di rinascita vede questo aspetto prevalere. Cosi da una base di terra e roccia, l’uomo gradualmente si distacca affidandosi soavemente alla fenice che lo trascina nel suo movimento fino a renderlo armonico con il tutto:
Qui Rinascerà

Rioni S.Martino - Garibaldi


PASSIONE, MORTE, RESURREZIONE

 

stemma rione S.Martino stemma rione Garibaldi

L'installazione si trova in via Manzoni 13-1

Siamo in attesa di ricevere la relazione dai Rioni San Martino e Garibaldi

Rione Dante


INSIEME SIAMO LUCE

stemma rione Dante


 

L'installazione si trova in via Italia, 3

Solo le relazioni reali ci permettono di vedere la luce di Dio che ci rende vivi.

I mesi trascorsi in casa, lontano dai contatti con gli altri, fatti di spese on-line e di Didattica a Distanza, ci hanno abituato a considerare normale un vero e proprio abominio, che abbiamo imparato a chiamare “distanziamento sociale”.
Le occasioni di incontro con gli altri, per molti di noi, sono state filtrate dai tanti mezzi che la tecnologia oggi ci mette a disposizione per accorciare le distanze: videoconferenze, chat, applicazioni social.
Così ci siamo trovati costretti ad affidare la nostra voglia di stare vicini a strumenti che, nell’era del digitale, trasformano tutto in numeri per portare a distanza la nostra voce, la nostra immagine e i nostri pensieri.
Abbiamo dapprima apprezzato il beneficio e la facilità con cui potevamo conservare i nostri contatti professionali, le amicizie e gli affetti, poi col passare del tempo abbiamo sperimentato quanto questo surrogato di relazione mancasse degli aspetti più umani di vicinanza, contatto dello sguardo, compresenza, ovvero di tutto ciò che da sempre ha alimentato le nostre relazioni.
Abbiamo capito che il distanziamento sociale porta ad un imbarbarimento delle nostre relazioni, privandole di quanto di più umano e vero esse possiedono e che la sola tecnologia non può sostituire il bisogno che ognuno di noi ha di veri contatti con gli altri, di vicinanza fisica, di occupazione condivisa degli stessi spazi.
Per questi motivi, abbiamo pensato di rappresentare il nostro bisogno di rompere il distanziamento attraverso una installazione interattiva, che richiede il coinvolgimento dell’osservatore per trasmettere il messaggio.
Il quadro bianco propone una serie di numeri in rilievo a diversa altezza, che sembrano distribuiti in modo casuale nello spazio.
Di fronte al quadro, due pulsanti “socialmente distanti” richiedono necessariamente due persone per essere premuti in contemporanea.
Solo quando i due pulsanti sono contemporaneamente abbassati, una luce viene proiettata sul quadro dando origine ad un ombra che rappresenta il profilo di un uomo, mediante le ombre formate dai numeri.
Vogliamo dire con questo che solo la relazione vera tra persone ha il potere di rivelare il volto umano del nostro stare insieme.
Il principio del sommo bene evangelico, che Gesù ha usato per riassumere i dieci comandamenti vetero-testamentari, parla di amore per se stessi e per gli altri mettendoli sullo stesso piano di valore.
L’Amore è la massima espressione della relazione, disinteressata, tesa solo al bene dell’altro (a quindi, di ritorno, anche al nostro) che, quando si compie, manifesta la luce che viene da Padre e che illumina i nostri giorni con la sua verità.
I numeri in rilievo sono l’impronta che ricorda la nostra forzata clausura e il ruolo della tecnologia per surrogare la relazione.
Vogliamo lanciare il messaggio che, sebbene utile, il mezzo tecnologico deve essere superato attraverso il nostro bisogno di stare fisicamente vicino agli altri.
La verità e la bellezza del nostro stare insieme ci fanno giungere ad un bene più alto, ad una relazione più profonda che, sotto la luce che viene dal Padre, ci disegna e ci forma come uomini veri, capaci di inseguire nella nostra vita il Bene che ci rende liberi.
La rappresentazione ha preso libero spunto da alcuni lavori dell’artista giapponese Kumi Yamashita.

Rioni Cantone - S.Nazzaro


TROVARE IL DOMANI NELL'ALTRO

stemma rione Cantone stemma rione S.Nazzaro


 


L'installazione si trova in via Manzoni 31

L’installazione accoglie i passanti in un percorso, a tratti angusto, che li eleva a testimoni di una memoria, viva solo attraverso il loro incedere, guidato dalla relazione col prossimo.
Il pubblico è invitato, dalla struttura stessa dell’opera, ad addentrarsi in un percorso del quale non vede l’uscita.
Nessuna garanzia dunque sul cosa si troverà attraversandolo, così come non ve n’è nel quotidiano agire umano.
Tuttavia a illuminare, passo dopo passo, l’incedere nell’opera, come nella vita, si trova l’alterità del prossimo, al quale tendere il proprio ascolto.
L’ingresso dell’opera è l’ampio portale di una serie di strutture, che suscitano, nelle forme e nei materiali, diverse suggestioni: esse evocano dei bachi, a suggerire la lenta e irrevocabile metamorfosi che ha da avvenirvi all’interno; ma anche delle uova, simbolo della rinascita che al fine della catarsi si prospetta.
Inoltre, le strutture portanti dell’opera si fanno sempre più anguste e difficili da percorrere, così come particolarmente arduo è stato il vivere in questo periodo d’emergenza sanitaria.
Il dramma, che l’installazione rievoca, trova il suo apice nel mezzo del percorso, ove s’incontrano strettoie, salite, angoli ciechi e interruzioni del terreno.
Alzate le soglie dell’attenzione, a causa dell’inasprirsi dell’ambiente, il fruitore dell’opera noterà senz’altro che al fondo si trova una striscia rossa, la quale, anche se talvolta oscurata, lo accompagna dalla partenza sino alla fine del viaggio.
Si tratta di quel fil rouge che intesse gli animi fra loro, dando vita alla trama di una comunità.
Affidandosi alla sua guida, il percorso torna ad essere più scorrevole, finché all’uscita, l’installazione si schiude alla speranza di una rinascita, affidata alla resistenza delle relazioni umane.


Rione Castello


DIO CI AMA, SEMPRE TRAMITE QUALCUNO

stemma rione Castello


 

L'installazione si trova in via Castello, 1

Ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi, e così ho qualche bitorzolo, a cui sono affezionato, però: ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso”.

Rione Bergamo


IL DISEGNO DI DIO: RISCOPRIRSI COMUNITA'

stemma rione Bergamo
 

L'installazione si trova in via Bergamo, 31

Siamo in attesa della relazione del Rione Bergamo